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Concorso Letterario, terzo premio narrativa e poesia adulti

Invio oggi i vincitori del terzo premio del nostro concorso letterario nelle sezioni narrativa e poesia adulti (due vincitori ex aequo).

Motivazioni della giuria scritte da Samuele Alinovi (narrativa) e Ivan Fedeli (Poesia).

3° premio narrativa adulti, Monia Casadei, "La spaziatura tra tralcio e lastricato"

Un uomo sulla sessantina smarrito e straniero a se stesso si trova a dover assistere l’anziana madre che è in ospedale, in fin di vita. Mentre si susseguono i ricordi della sua infanzia, vissuta senza un padre e con una mamma impiegata, alla ricerca di una difficile normalità, affiorano anche i flashback di una complicata giovinezza, piena di incomprensioni e privata delle opportune risposte, spesso soffocata nell’alcol e nella rabbia, in viaggi all’estero e in un matrimonio fallito. Ora l’uomo, carico di rimorsi, si trova lì, in quell’ospedale accanto a lei, e solo ora gli sembra di poter capire davvero sua madre e di poterla “giustificare”, di riuscire ad osservare con la giusta compassione quella debole foglia, giunta al suo ultimo volo. Il racconto è denso, commovente, a tratti enigmatico e scava in profondità le problematiche dell’incomunicabilità, della solitudine e del pregiudizio.


TERZO NA_La spaziatura tra tralcio e lastricato_Casadei
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3° premio ex aequo, Franco Casadei, "La poesia è un volo"

Sono parole alate quelle che cercano di definire cosa sia la poesia: un linguaggio dell’ineffabile, che procede per approssimazione, intorno. Così, afferma il poeta, il percorso da compiere è un’ascesa, un viaggio che tende al pensiero, all’infinito matematico, forse a un Dio che si nasconde in una foce o negli anfratti e nei dirupi di ciò che è dato. Solo per tentativi si procede allora, finché una voce aurorale si dà. Ed è poesia.


TERZO PA_la poesia è un volo_Casadei
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3° premio ex aequo, Paolo Cattolico "Il gatto della Via Crucis"

Come definire la natura umana? E circoscriverla? Il gatto della Via Crucis testimone, si dice, dell’ascesa dolorosa al Calvario, si pone a metafora dei viventi e ne dichiara gli ossimori: pietà e furbizia, lascivia e speranza. Il poeta, con scrittura realistica e chiara, racconta l’associazione tra divino, umano e ferino con delicatezza e precisione. Bella poesia.


terzo premioPA_Il gatto della Via Crucis_CattolicoPaolo
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